Differenza tra cessione e subentro
2 giugno 2022 · Blog Semplificaffitto · 5 min di lettura

Titolo: Differenza tra cessione e subentro
In questo articolo vedrai la differenza tra cessione e subentro del contratto di locazione. Cessione e subentro sono due termini che indicano lo stesso cambiamento, ma servono a distinguere la volontà con cui questo cambio avviene all’interno del contratto, tra le parti.
Infatti la cessione del contratto di locazione è una scelta volontaria, mentre il subentro è un fatto cosiddetto “estraneo alla volontà” del locatore e del conduttore. In base a questa differenza tra cessione e subentro, alcuni obblighi e adempimenti legati al cambio del contratto risultano diversi. Quando prevedi una cessione o quando è necessario il subentro nel contratto di locazione, la prima cosa da fare è verificare con certezza le clausole scritte sull’accordo.
Da qui può nascere un’altra effettiva differenza tra cessione e subentro: nel primo caso, non è detto che sia possibile e permesso fare questo tipo di richiesta, se non espressamente esplicitato dal contratto. Nel caso del subentro, molto spesso è invece una manovra permessa, perché nasce da una motivazione urgente, obbligata e spesso estranea alle scelte personali del proprietario o dell’inquilino.
In entrambi i casi, però, non c’è differenza tra cessione o subentro per quanto riguarda i termini del contratto di locazione, che restano invariati in base ai precedenti accordi.
Scopri di seguito in che modo la differenza tra cessione e subentro condiziona la situazione. E quali sono le azioni che è necessario compiere per modificare nel modo corretto il contratto di locazione.
Cessione del contratto di locazione
La cessione volontaria del contratto di locazione permette a uno dei due soggetti interessati di trasferire la propria posizione a terze parti. Precisato che è possibile farlo solo se previsto dalle clausole del contratto, il primo passaggio fondamentale è l’invio della richiesta ufficiale tramite raccomandata A/R o tramite mail PEC al proprietario o all’inquilino dell’immobile. In questo modo puoi avviare una cessione del contratto di locazione con un preavviso di almeno 6 mesi, specificando la motivazione di questa volontà.
Nel caso la cessione del contratto venga accettata senza problemi, tra gli altri adempimenti da portare a termine c’è quello di dover comunicare all’Agenzia delle Entrate la variazione. In questo non c’è differenza tra cessione o subentro, infatti entrambi devono essere specificati entro 30 giorni dal cambio avvenuto.
Per farlo puoi recarti presso gli uffici preposti o compilare tutti i documenti necessari a indicare la variazione con cessione del contratto di locazione, anche tramite i portali web ufficiali. Per effettuare a tutti gli effetti la cessione del contratto di locazione è necessario aggiornare i dati tramite il modulo RLI, dove va indicata la variazione. Con lo stesso, puoi anche adempiere all’obbligo di versamento dell’imposta di registro, dando i dati per l’appoggio bancario.
Le tasse da pagare per la variazione del contratto di locazione, dettata dalla cessione di uno dei soggetti, sono possibili da effettuare anche tramite il modulo F24 Elide. Nel quale va indicato il codice identificativo del tributo 1502.
L’imposta di registro per la cessione del contratto di locazione va pagata anche nel caso in cui sia stato accordato, alla prima registrazione, il regime fiscale a cedolare secca. In quanto questa imposta sostitutiva permette di evitare il pagamento di tale tassa solo per la prima registrazione, per la proroga e per la risoluzione del contratto stesso ma non per la cessione.
Nel caso della cessione del contratto di locazione, l'importo da versare per l’imposta di registro è pari al 2% dell’importo del canone di affitto, da moltiplicare in base agli anni di locazione. I quali variano a seconda della tipologia di contratto accordata: a canone libero o concordato, transitorio o per studenti. In ogni caso, la tassa da pagare non può essere inferiore ai 67,00 euro, quota minima stabilita per legge.
Nel caso non sia stato effettuato nei termini previsti il pagamento dell’imposta di registro, è possibile recuperare anche a distanza di tempo, tramite il calcolo del ravvedimento operoso. Con il quale viene stabilita una percentuale in più da pagare sulla quota, che varia da 0,1 % a 5% in base al ritardo trascorso.
Come vedrai di seguito, la differenza degli adempimenti tra cessione e subentro del contratto di locazione non è poi molta ma è di certo significativa.
Subentro
Anche per il subentro del contratto di locazione è necessario avviare le pratiche di comunicazione, prima via raccomandata A/R o PEC, all’inquilino o al proprietario dell’immobile, e poi all’Agenzia delle Entrate entro 30 giorni dal cambiamento.
Come abbiamo visto, la differenza tra cessione e subentro sta nella motivazione che spinge a questa decisione. I casi in cui è necessario avviare le pratiche di un subentro possono essere i seguenti:
decesso del proprietario o dell’inquilino; separazione o divorzio degli inquilini; alienazione dell’immobile; vendita dell’appartamento.
Nei casi in cui non si voglia o non risulti conveniente recedere dal contratto, puoi quindi effettuare, in maniera automatica ex lege, il subentro del contratto di locazione (a meno che non ci sia un categorico e comprovato rifiuto da parte di uno dei soggetti). Tutto quello che era in essere del contratto di affitto rimarrà tale anche per il nuovo soggetto subentrato al contratto.
Dal punto di vista fiscale, diversamente da come funziona invece per la cessione del contratto, non è necessario versare l’imposta di registro del 2%, se non è stato accordato nessun corrispettivo per il subentro. In questo caso sarà necessario versare solo il minimo stabilito per legge di 67,00 euro. Questo accade proprio a causa della obbligata volontà di dover effettuare un subentro nel contratto.
Ma rimane comunque obbligatorio inviare la modifica dei soggetti del contratto tramite la compilazione del modulo RLI, con il quale si possono comunicare tutte le variazioni relative a un contratto.
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